Professionalità e tanta umanità: gli ingredienti del successo della RSSA “Io abito qui”

Professionalità e tanta umanità: gli ingredienti del successo della RSSA “Io abito qui”

A volte un sorriso o una carezza valgono più di tutto. Più che un lavoro, quello dei dipendenti della RSSA “Io abito qui” di Motta Montecorvino, brillante realtà della Soc. cooperativa sociale “Sanità Più” di Foggia, è una missione. E che missione! Il riscontro lo si legge negli sguardi o nelle parole delle famiglie degli “ospiti”, le quali sanno bene che i loro genitori in quella struttura sono accuditi come a casa propria, con tutto il calore e l’affetto di una vera famiglia. Tanta professionalità ed umanità, che si traducono in rapporti autentici e quotidiani, e che fanno del personale e della direzione un vero gruppo di eroi. Dal 18 settembre dello scorso anno, giorno dell’apertura e dell’inizio attività,il percorso di questo team di esperti, guidato dalla responsabile dott.ssa Antonella Cocchia, è andato sempre in crescendo. A dirlo sono innanzitutto i numeri: dai 9 anziani del primo mese, la residenza socio sanitaria assistenziale conta oggi ben 22 ospiti. Quasi il pieno dei posti letto (30).Tutto in attesa dell‘accreditamento da parte della Regione Puglia. “Io abito qui” è’ oggi uno degli esempi eccellenti di sanità privata nei piccoli centri. Ma la ricetta di successo dell’intera struttura, orgoglio del piccolo centro dei Monti Dauni, è senza dubbio quella di carattere umano. San Pio da Pietrelcina, venerato oggi in tutto il mondo, diceva che se al letto di un anziano non porti innanzitutto amore ed affetto, tutte le medicine possibili non basteranno a dare serenità. Ed è proprio improntato su questa filosofia il lavoro della grande famiglia di “Io abito qui”. Entusiasmo, gioia, professionalità e tanta, tanta umanità. Negli ultimi due mesi nella “casa degli anziani” si sono liberati due letti, perchè il cielo ha chiamato nei piani alti altri due angeli, tanto amati dal personale e che oggi vegliano sul lavoro quotidiano. Riempire quei due posti vuoti significa portare ancora sorrisi, carezze e sopratutto umanità. In una sola parola, significa portare amore.