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Articolo 87 – Servizio di Assistenza Domiciliare

a) Lo scenario di riferimento
L’aumento delle aspettative di vita, l’invecchiamento anagrafico della popolazione, l’incremento dell’incidenza patologica cronico-degenerative, l’evoluzione del concetto di “salute” intesa come benessere ambientale, fisico, psichico e sociale, assieme ad una domanda sempre più consapevole dei cittadini, hanno imposto un aumento degli standard quali-quantitativi dell’offerta di assistenza sanitaria per una più efficace presa in carico delle non autosufficienze.

L’esigenza di garantire e qualificare l’Assistenza domiciliare è dettata inoltre, dagli obiettivi di servizio assegnati alle Regioni dalla Commissione per i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

La popolazione anziana residente in Puglia è di circa 816.000 unità (fonte ISTAT al 01.01.2014), di cui quasi la metà ha superato i 75 anni di età; nell’ambito della popolazione che ha superato tale soglia di età preoccupa la dinamica degli ultra 85enni che negli ultimi 10 anni è cresciuta in termini numerici di circa l’80%.

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b) Tipologia/ Carattere
Il servizio di assistenza domiciliare garantisce la permanenza ai cittadini con età superiore ai 65 anni nel loro ambiente di vita, evitando l’istituzionalizzazione e consentendo loro una soddisfacente vita di relazione attraverso un complesso di prestazioni socio-assistenziali.

c) Descrizione del servizio
L’assistenza domiciliare è rivolta alle persone che si trovano in condizione di parziale o totale non autosufficienza fisica e/o psichica o comunque nono più in grado di gestire la propria vita familiare senza aiuto esterno al fine di consentire loro di permanere al proprio domicilio in condizioni di sicurezza.
Al fine della composizione, il servizio si avvale anche di figure ausiliarie (OSA-OTA-ADEST -nuovi “Assistenti familiari”).

d) Obiettivi
Gli obiettivi che devono essere perseguiti sono:

  • evitare i rischi di isolamento sociale e di impoverimento della qualità di vita della persona
  • fornire adeguata assistenza a persone che presentano bisogni di tipo sanitario o socio- sanitario, suscettibili di trattamento domiciliare, limitando l’inserimento in strutture residenziali ed evitando i ricoveri ospedalieri impropri;
  • favorire la permanenza a domicilio delle persone non autosufficienti perseguendo il recupero o la conservazione delle residue capacità di autonomia e di relazione
  • rendere tempestive le dimissioni ospedaliere ed assicurare la continuità assistenziale attraverso lo strumento della “dimissione protetta” e della “dimissione programmata”. A tal fine i reparti di degenza ospedalieri devono dotarsi di uno strumento che individui, già all’ammissione dei pazienti in reparto, chi necessita della “dimissione protetta” e della “dimissione programmata”.

e) Attività educative definizione e finalità
Le Attività Educative ed Occupazionali proposte saranno intraprese per favorire la partecipazione ed il coinvolgimento degli utenti nella situazione di vita in cui si trovano e ridurre le limitazioni e le difficoltà che la persona può incontrare nello svolgere qualsiasi tipo di attività in autonomia.

La finalità di tale scansione è quella di incrementare e massimizzare la qualità del tempo impiegato in maniera attiva riducendo o annullando i tempi “vuoti”.

La Programmazione Educativa sarà stabilita individualmente attraverso la realizzazione di un Programma Educativo personalizzato.

e) Cosa offre il servizio

  • cura ed igiene della persona
  • aiuto nel governo della casa
  • lavaggio e sistemazione della biancheria
  • preparazione pasti
  • accompagnamento ed espletamento di piccole attività
  • attivazione delle risorse di rete

L’organizzazione del servizio comprende, altresì, il costante monitoraggio dei casi seguiti con l’osservazione periodica e sistematica anche al fine di rilevare l’insorgenza di nuovi bisogni sotto il profilo dello stato fisico, emotivo e sociale, così da poter segnalare prontamente l’evento agli altri operatori socio sanitari interessati. I servizi dovranno essere assicurati, di norma, nei giorni feriali nella fascia oraria 7.30 – 18.30.

f) Giornata tipo servizio
Il servizio ha inizio già dalle ore dalle ore 7,00 a seconda delle esigenze dell’utenza ed in base alle possibili problematiche e alle commissioni esterne da svolgere ( ritiro ricette mediche, spesa, ritiro pensione).

In casi di necessità reale il servizio garantisce una copertura anche pomeridiana che va generalmente dalle ore 16,00 fino alle ore 18,30 durante i mesi invernali e fino alle 20,00 durante il periodo estivo.

g) Come si accede al servizio
La segnalazione o la domanda relativa alle prestazioni domiciliari viene presentata alla Porta Unica di Accesso (PUA), ubicata presso le Sedi Circoscrizionali, l’Assessorato alle Politiche Sociali e l’ASL (ex INAM), alla quale è attribuita la competenza di effettuare una prima valutazione della richiesta.

La valutazione finale dell’ammissibilità della domanda è di competenza dell’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM), un èquipe multi professionale, composta da figure professionali sia sanitarie che sociali, con competenze specifiche in funzione dei bisogni.

Le condizioni di accesso al sistema delle prestazioni domiciliari sono rappresentate da:

  • compatibilità delle condizioni cliniche con la permanenza a domicilio e con gli interventi socio-sanitari necessari
  • presenza di un’adeguata assistenza informale (familiari, volontari, ec.) necessaria a garantire il supporto necessario allo svolgimento delle attività quotidiane ad integrazione delle prestazioni degli operatori
  • idonee condizioni abitative, da valutare a cura dei Servizi Sociali
  • consenso informato da parte dell’utente o dal suo tutore o curatore

h) Costo del servizio
L’utente concorre al pagamento delle tariffe delle prestazioni in relazione al valore della situazione economica del suo nucleo familiare ristretto (ISEE).

Al fine della determinazione delle tariffe di riferimento regionale per le Cure domiciliari integrate si procederà con un approccio ispirato all’ “Activity Based Costing”, che connette l’entità delle risorse assorbite per le attività svolte ai risultati prodotti.

Sono considerati i costi diretti di personale e i costi indiretti e comuni, al fine di addivenire alla determinazione di un costo medio per le risorse impiegate, specificando che sono oggetto del presente provvedimento esclusivamente le prestazioni sociosanitarie del SAD che restano a carico del Comune con la compartecipazione dell’utente, ovvero, per le maggiori prestazioni domanda individuale, a carico dell’utente salvo compartecipazione del BUONO SERVIZIO.

L’ammontare del Buono Servizio sarà determinato sulla base dei seguenti elementi:

  • la tariffa applicata dall’unità di offerta
  • l’ISEE familiare ( 0,00 – 7.500,00)
  • Per i servizi di cui agli artt. N. 87-88 del R.r n.4/2007, la base di calcolo è la tariffa oraria; per cui il valore del buono servizio sarà calcolato in base al numero di ore di effettiva fruizione del servizio da parte del disabile/anziano nel mese.

Con specifico riferimento al costo orario della prestazione che può essere acquistata a domanda individuale da parte della famiglia, i criteri di calcolo utilizzati sono i seguenti:

  • in media le tariffe sono state determinate considerando un impiego di 38 hh settimanali degli operatori impiegati, e quindi, assumendo un tempo effettivamente lavorato pari al 78% circa del totale contrattuale, risultano 30 ore settimanali di servizio fruito dall’utente, ipotizzando peraltro che il massimo erogabile tramite buono servizio sia di 5hh pro die per 6 giorni a settimana per utente
  • si è considerato il ruolo di coordinamento, facendo incidere per 1/30 il costo loro dell’assistente sociale; al fine della composizione per figure professionali si è considerato sempre l’apporto per il 70% di figure OSS e per il 30% di figure ausiliarie (OSA – OTA- ADEST), con arrotondamento all’unità
  • le spese generali sono state determinate nella misura dell’8% del costo del personale, per tener conto del vincolo imposto dalle Linee Guida dell’AdG PAC Servizi di Cura per l’ammissibilità della spesa a valere su quei fondi.

Le tariffe di riferimento regionale sono definite per fornire a tutti i soggetti erogatori pubblici – ASL, Comuni singoli e Associati in Ambito territoriale, riferimenti omogenei di costo delle prestazioni, rispetto a cui assumere le decisioni strategiche in ordine alla programmazione finanziaria e alle modalità gestionali.