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Articolo 88 del Regolamento Regionale n.4 /2007 – Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata

a) Lo scenario di riferimento
L’aumento delle aspettative di vita, l’invecchiamento anagrafico della popolazione, l’incremento dell’incidenza patologica cronico-degenerative, l’evoluzione del concetto di “salute” intesa come benessere ambientale, fisico, psichico e sociale, assieme ad una domanda sempre più consapevole dei cittadini, hanno imposto un aumento degli standard quali-quantitativi dell’offerta di assistenza sanitaria per una più efficace presa in carico delle non autosufficienze.

L’esigenza di garantire e qualificare l’Assistenza domiciliare è dettata inoltre, dagli obiettivi di servizio assegnati alle Regioni dalla Commissione per i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

La popolazione anziana residente in Puglia è di circa 816.000 unità (fonte ISTAT al 01.01.2014), di cui quasi la metà ha superato i 75 anni di età; nell’ambito della popolazione che ha superato tale soglia di età preoccupa la dinamica degli ultra 85enni che negli ultimi 10 anni è cresciuta in termini numerici di circa l’80%.

Si riporta il dettaglio dei dati nelle singole ASL pugliesi con riferimento al quadriennio 2010-2014:

adi

Dalla lettura dei dati riferiti all’arco temporale 2010-2014 si evidenzia un trend sostanzialmente positivo sia in termini assoluti che in termini percentuali: a fronte di una popolazione anziana che in 4 anni passa da 735.524 unità a 816.496 unità di ultra65enni, con un incremento demografico superiore all’11%, si registra un incremento di persone anziane non autosufficienti prese in carico con ADI che passa da 13.431 unità a 19.106 unità, il che corrisponde ad un incremento relativo di circa il 42%.

b) Tipologia/ Carattere
Per Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) si intende un complesso di prestazioni e di interventi, definiti nel Piano Assistenziale Individuale (PAI), rivolti a persone che necessitano, in modalità programmata,di cure e di assistenza di lunga persistenza.

Le prestazioni di tipo socio sanitario e socio assistenziale che possono essere integrate con quelle di tipo sanitario, nell’ADI di I e di II livello, sono disciplinate dagli artt. 87‐88 del Regolamento Regionale n. 4/2007, come novellato dal Reg. R. n. 11 del 7 aprile 2015.

Il Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata, è finalizzato a sostenere la persona anziana, adulta o in minore età non autosufficiente o con grave compromissione delle stato di salute e le persone in situazione di grave e certificato disagio psichico che necessitano di continuità assistenziale e di interventi pianificati definiti nel Piano Assistenziale Individuale (PAI).

Caratteristica del servizio è l’unitarietà dell’intervento che assicura una molteplicità di prestazioni di tipo medico generico, medico specialistico, infermieristico, riabilitativo, nonché di assistenza farmaceutica e protesica secondo i piani individuali programmati.

c) Descrizione del Servizio
Il Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata comprende prestazioni di tipo socio-assistenziale e sanitario che si articolano per aree di bisogno, con riferimento a persone affette da malattie croniche invalidanti e/o progressivo- terminali.

Sono prestazioni di Assistenza Domiciliare Integrata quelle di aiuto alla persona nello svolgimento delle normali attività quotidiane, quelle infermieristiche e quelle riabilitative e riattivanti, da effettuarsi sotto il controllo del personale medico; inoltre, rientrano le attività di sostegno alla mobilità personale, vale a dire le attività di trasporto e accompagnamento per persone anziane e parzialmente non autosufficienti, che a causa dell’età e/o di patologie invalidanti, accusano ridotta o scarsa capacità nella mobilità personale, anche temporanea, con evidente limitazione dell’autonomia personale e conseguente riduzione della qualità della vita.

d)Obiettivi
Gli obiettivi che devono essere perseguiti sono:

  • evitare i rischi di isolamento sociale e di impoverimento della qualità di vita della persona
  • fornire adeguata assistenza a persone che presentano bisogni di tipo sanitario o socio- sanitario, suscettibili di trattamento domiciliare, limitando l’inserimento in strutture residenziali ed evitando i ricoveri ospedalieri impropri
  • favorire la permanenza a domicilio delle persone non autosufficienti perseguendo il recupero o la conservazione delle residue capacità di autonomia e di relazione
  • rendere tempestive le dimissioni ospedaliere ed assicurare la continuità assistenziale attraverso lo strumento della “dimissione protetta” e della “dimissione programmata”. A tal fine i reparti di degenza ospedalieri devono dotarsi di uno strumento che individui, già all’ammissione dei pazienti in reparto, chi necessita della “dimissione protetta” e della “dimissione programmata”.

e) Personale
Vengono impiegate figure professionali di assistenza alla persona, infermieri, operatori socio sanitari ed è necessaria la presenza programmata di un assistente sociale, in relazione al progetto personalizzato.

Le attività integrative di welfare leggero (compagnia, aiuto nel disbrigo di piccole pratiche e sostegno della mobilità personale) sono parte integrante del servizio di assistenza e possono essere assicurate dall’Ambito e dalla ASL avvalendosi di personale altamente specializzato.

Al fine della composizione, il servizio si avvale anche di figure ausiliarie (OSA-OTA-ADEST -nuovi “Assistenti familiari”).

f) Cosa offre il servizio

  • Assistenza domestica
  • Cure delle condizioni dell’alloggio
  • Cambio della biancheria
  • Acquisto generi alimentari
  • Acquisto medicinali
  • Preparazione pasti
  • Alzata dal letto
  • Pulizia personale (bagno/doccia)
  • Mobilizzazione (aiuto nella mobilizzazione per la persona costretta a letto)
  • Assistenza per una corretta somministrazione farmaci

g) Giornata tipo Servizio
Il Servizio, che si articola su 6 giorni su 7 (dal lunedì al sabato), ha inizio già dalle ore 7,00 a seconda delle esigenze dell’utenza ed in base alle possibili problematiche e patologie. In casi di necessità reale il servizio garantisce una copertura anche pomeridiana che va dalle ore 16,00 fino alle ore 18,30 durante i mesi invernali, e fino alle 20,00 durante il periodo estivo.

h) Come si accede al servizio
La segnalazione o la domanda relativa alle prestazioni domiciliari viene presentata alla Porta Unica di Accesso (PUA), ubicata presso le Sedi Circoscrizionali, l’Assessorato alle Politiche Sociali e l’ASL (ex INAM), alla quale è attribuita la competenza di effettuare una prima valutazione della richiesta.

La valutazione finale dell’ammissibilità della domanda è di competenza dell’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM), un èquipe multi professionale, composta da figure professionali sia sanitarie che sociali, con competenze specifiche in funzione dei bisogni.

Le condizioni di accesso al sistema delle prestazioni domiciliari sono rappresentate da:

  • compatibilità delle condizioni cliniche con la permanenza a domicilio e con gli interventi socio-sanitari necessari
  • presenza di un’adeguata assistenza informale (familiari, volontari, ec.) necessaria a garantire il supporto necessario allo svolgimento delle attività quotidiane ad integrazione delle prestazioni degli operatori
  • idonee condizioni abitative, da valutare a cura dei Servizi Sociali
  • consenso informato da parte dell’utente o dal suo tutore o curatore

i) Richiesta di accesso all’assistenza domiciliare
La necessità di assistenza domiciliare integrata (ADI) può essere oggetto di segnalazione alla PUA da parte:

  • del singolo cittadino
  • di un familiare, parente o componente della rete informale (es. vicinato)
  • del tutore giuridico, curatore o amministratore di sostegno ove esistenti
  • dal medico della struttura residenziale sanitaria o socio assistenziale
  • dalle associazioni di volontariato, cooperative sociali

L’assistenza domiciliare non può essere attivata a seguito della sola segnalazione, ma necessita di essere perfezionata da una richiesta che deve essere avanzata dalla persona interessata o dal suo tutore, curatore o amministratore di sostegno ove esistenti, preferibilmente su specifico modello;
inoltre, ogni singolo soggetto titolare di servizio ADI (art.88) può usufruire di un volume massimo di prestazioni pari a 12.000 ore/anno, o altro volume inferiore allo stesso, in relazione alle specifiche dimensioni organizzative dichiarate e asseverate in sede di provvedimento comunale di autorizzazione al funzionamento ex l.r. 19/2006 e r.r 4/2007; detto volume può essere erogato in favore del singolo utente per un massimo di 15 ore a settimana e per un periodo cumulativo non superiore a 11 mensilità consecutive nell’arco temporale di 12 mesi a decorrere dalla data di abbinamento della domanda, ovvero 48 settimane annue.

l) Costo del servizio
L’utente concorre al pagamento delle tariffe delle prestazioni in relazione al valore della situazione economica del suo nucleo familiare ristretto (ISEE).

Al fine della determinazione delle tariffe di riferimento regionale per le Cure domiciliari integrate si procederà con un approccio ispirato all’ “Activity Based Costing”, che connette l’entità delle risorse assorbite per le attività svolte ai risultati prodotti. Sono considerati i costi diretti di personale e i costi indiretti e comuni, al fine di addivenire alla determinazione di un costo medio per le risorse impiegate, specificando che sono oggetto del presente provvedimento esclusivamente le prestazioni sociosanitarie dell’ADI che restano a carico del Comune con la compartecipazione dell’utente, ovvero, per le maggiori prestazioni domanda individuale, a carico dell’utente salvo compartecipazione del BUONO SERVIZIO.

L’ammontare del Buono Servizio sarà determinato sulla base dei seguenti elementi:

  • la tariffa applicata dall’unità di offerta
  • l’ISEE familiare ( 0,00 – 7.500,00)
  • Per i servizi di cui agli artt. N. 87-88 del R.r n.4/2007, la base di calcolo è la tariffa oraria; per cui il valore del buono servizio sarà calcolato in base al numero di ore di effettiva fruizione del servizio da parte del disabile/anziano nel mese.

Con specifico riferimento al costo orario della prestazione che può essere acquistata a domanda individuale da parte della famiglia, i criteri di calcolo utilizzati sono i seguenti:

  • in media le tariffe sono state determinate considerando un impiego di 38 hh settimanali degli operatori impiegati, e quindi, assumendo un tempo effettivamente lavorato pari al 78% circa del totale contrattuale, risultano 30 ore settimanali di servizio fruito dall’utente, ipotizzando peraltro che il massimo erogabile tramite buono servizio sia di 5hh pro die per 6 giorni a settimana per utente
  • si è considerato il ruolo di coordinamento, facendo incidere per 1/30 il costo loro dell’assistente sociale; al fine della composizione per figure professionali si è considerato sempre l’apporto per il 70% di figure OSS e per il 30% di figure ausiliarie (OSA – OTA- ADEST), con arrotondamento all’unità
  • le spese generali sono state determinate nella misura dell’8% del costo del personale, per tener conto del vincolo imposto dalle Linee Guida dell’AdG PAC Servizi di Cura per l’ammissibilità della spesa a valere su quei fondi.

Le tariffe di riferimento regionale sono definite per fornire a tutti i soggetti erogatori pubblici – ASL, Comuni singoli e Associati in Ambito territoriale, riferimenti omogenei di costo delle prestazioni, rispetto a cui assumere le decisioni strategiche in ordine alla programmazione finanziaria e alle modalità gestionali.

m) Le tariffe di riferimento regionali
Alla luce dei criteri sopra riportati sono stati sviluppati i seguenti casi e determinate le relative tariffe di riferimento interne al soggetto erogatore del servizio:

Tariffa di riferimento ADI – componente sociale ( art. 88 Reg. R. n. 4/2007 e s.m.i.)