Foggia trova finalmente “Il Sorriso”

C’è l’accoglienza ed “Il Sorriso”, quello soddisfatto e felice di Luca Vigilante, vertice della Cooperativa Sanità Più, che in davvero pochissimo tempo è riuscito a creare con i suoi collaboratori (e con l’apporto della famiglia Telesforo) una realtà non solo utile ma a dir poco fondamentale per il nostro territorio.

Il Sorriso è difatti il nome della prima residenza socio sanitaria assistenziale della Capitanata, inaugurata ieri alla presenza dell’assessore regionale Elena Gentile.

Una Rssa riservata e dedicata a chi è affetto da disabilità in età tra i 18 ed i 65 anni e agli anziani non autosufficienti.

Il Sorriso si presenta come un ambiente sano, pulito, altamente specializzato, fortemente innovativo. E’ bene sottolinearlo perché il primo traguardo raggiunto dalla cooperativa Sanità più è stato per l’appunto quello di aver ridato dignità e decoro ad una struttura che un tempo era un edificio (scolastico) abbandonato, invaso dai topi, specchio di quella inerzia che troppo spesso diventa pessima cartolina della città.

Luca Vigilante ha avuto invece la forza di sovvertire questo quadro indegno, individuando non solo la struttura ma anche il progetto giusto e più utile al territorio. Basti pensare che nella sola città di Foggia – ricorda il presidente di Sanità Più – sono 9.500 le persone disabili, 2.000 delle quali con età inferiore ai 65 anni.

E’ bravo ed onesto il sindaco di Foggia Gianni Mongelli, intervenuto durante la cerimonia di inaugurazione di domenica mattina svoltasi presso la sede della Rssa (in viale Degli Aviatori, all’interno del plesso De Piccolellis), quando ricorda che i promotori di questo progetto hanno saputo battersi con e contro la burocrazia della politica e, aggiungiamo noi, hanno saputo pazientare e finanche contrastare il basso ostruzionismo di qualche politicante che, nostro malgrado, ci rappresenta all’interno di Palazzo di Città. Acqua passata, potremmo dire, ma è comunque una lezione da tenere a memoria per il futuro. A Foggia “si può fare”, ma non tutti vogliono far fare.

Una battaglia vinta grazie all’entusiasmo e all’efficacia delle idee.
“Ma questo non è il nostro punto di arrivo” chiarisce Vigilante. “Ci guardano dalla Lombardia, ci studiano quelle realtà che tradizionalmente hanno approcciato la sanità in modo sempre più efficace rispetto al modello proposto finora dai nostri territori”.
La parola chiave è innovazione ed è strettamente legata ad un altro termine: integrazione.

Concetti che Foggia ed il Mezzogiorno dovrebbero allargare in tutti gli ambiti economici e sociali.
Il progetto è stata visionato, selezionato e premiato dalla Regione Puglia.
Sì, quella Regione che molti accusano di favorire solo Bari ed i baresi, una storia che ricorda un po’ la volpe e l’uva. E invece non è così, piuttosto contano le capacità, l’analisi del territorio, l’applicazione, la voglia di realizzare le proprie ambizioni dando però, saggiamente, la precedenza non ai personalismi ma agli interessi generali.

La ricetta sembra essere davvero quella vincente.

La struttura è bellissima, allontana l’idea dell’abbandono della persona ricoverata.

Stanze grandi, a cinque stelle, dotate di confort e accessori. Curate nei dettagli.
Ci sono palestre e mense, bagni nei corridoi per gli ospiti, sale ricreative. C’è il sole che entra dalle finestre e fa luce ovunque. Illumina per ora il volto, ed il sorriso ovviamente, dei dipendenti della Rssa: 30 unità, delle quali l’80% sono donne. Che riepilogando fa: sanità, qualità, innovazione, professionalità e anche pari opportunità.

Non male.

Le maniche restano rimboccate, la strada è ancora lunga. “Il nostro lavoro è finalizzato ad offrire servizi e cure di alto livello” premette e promette Vigilante, prendendo a modello l’esempio gestionale offerto negli anni dalla famiglia Telesforo, gruppo che ha sempre messo al centro dei propri obiettivi l’ottenimento ed il mantenimento della qualità.
L’assessore Gentile, impegnata nel suo frenetico ed impegnativo tour elettorale, può finalmente rilassarsi: “Nel lavoro e nelle parole di Luca Vigilante troviamo la speranza dell’Italia che vuole ripartire. L’Italia che sa accettare le sfide e sa cogliere le opportunità”.

Quella messa in campo dal 2009, anno di nascita della cooperativa Sanità Più, è una storia di impegno straordinario.

E’ la storia capace di dare una risposta intelligente alla Capitanata; è la storia che segna la possibilità di creare sviluppo, crescita ed occupazione; è la storia che indica la necessità di legare diverse generazioni per provare a creare l’eccellenza. E’ una storia fatta di opportunità, di cooperazione, di solidarietà e sudore. Una storia capace di ridare “Il Sorriso” all’intera città.

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